Ucraina

Duga, il gigante d’acciaio del comunismo, esiste ancora nei boschi di Chernobyl.
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A partire dai primi anni sessanta l'Unione Sovietica iniziò a sviluppare radar a lungo raggio capaci di identificare un possibile lancio di missili balistici a grande distanza.
I sovietici, in caso di un attacco da parte degli Stati Uniti, potevano così individuare istantaneamente qualsiasi minaccia.
Il Duga, che in russo significa "arco”, fino al 1989, anno in cui è cessata la sua trasmissione, era una delle installazione militari più potenti dell’Unione Sovietica .
Con un'altezza di 150 metri, 90 di ampiezza e 900 di lunghezza, è probabilmente la più grande antenna mai costruita dall'uomo.
Questo impianto disturbava le comunicazioni di buona parte del mondo e destava preoccupazione ovunque.
L'esatta posizione di questa installazione radio, all'epoca della guerra fredda, in occidente era nota esclusivamente alla NATO.
Il misterioso segnale fu causa di diverse congetture che portarono a ipotizzare che si potesse trattare di un impianto capace di interferire con fenomeni meteorologici, o persino capace di influenzare la psiche umana.
L’antenna Duga, posizionata nei pressi del reattore nucleare esploso di Chernobyl, oggi fa parte della Zona di esclusione ed è, seppur arrugginita, praticamente intatta.
Da anni si pensa di smantellare le enormi strutture di ferro arrugginite considerate un pericolo soprattutto per il materiale radioattivo presente.

video Chernobyl

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