Le Donne Giraffa

Le Donne Giraffa sono conosciute con questo nome per le modifiche fisiche provocate da una spirale di ottone portata al collo fin dall'infanzia. La spirale viene sostituita periodicamente con altre di dimensioni sempre maggiori.
Le Donne Giraffa

I Kayan, chiamati anche Padaung (che in lingua birmana significa appunto “lungo collo”), sono un’etnia della popolazione dei Karen. Sono comunemente definiti anche come le tribù delle donne giraffa, per gli anelli di ottone che le fiere rappresentanti di questa popolazione portano al collo.

Questa pratica prevede che alcune bambine inizino ad indossare il primo anello all’età di cinque anni.

Il collo, con l’aggiunta progressiva degli anelli, si allunga di anno in anno.

Si tratta però di un allungamento solo apparente. Sono infatti le clavicole che, per effetto della continua pressione esercitata dagli anelli e dal peso del capo, si abbassano e si schiacciano, determinando un effetto ottico per cui a primo impatto sembra che le donne abbiano un collo lunghissimo.

Tutto questo però viene pagato a caro prezzo dal fisico delle donne giraffa, con il risultato di una deformazione permanente della clavicola e della colonna vertebrale.

Inoltre, dopo tanti anni passati ad indossare gli anelli, i muscoli del collo sono talmente indeboliti da non riuscire più a sorreggere la testa.

Nella quasi totalità dei casi, indossare gli anelli è una libera scelta. La scelta di portarli è una tradizione ed è anche una loro concezione di bellezza!

La lunghezza del collo è una scelta soggettiva. Alcune donne scelgono di avere pochi anelli per tutta la vita, senza aumentare mai la lunghezza, altre invece si spingono fino a dimensioni importanti. Le donne adulte possono arrivare ad indossare fino a 25 anelli.

Le donne abitualmente tolgono gli anelli per pulirsi, medicarsi o semplicemente per sostituirli con anelli nuovi. La procedura non è nè semplice e nè veloce. In realtà non si tratta di anelli singoli, ma di una spirale estremamente rigida, che va lentamente allargata e srotolata.

Oggi i turisti che si recano nei villaggi dei Kayan per ammirare queste donne e comprando i loro souvenir realizzati a mano, sono diventati una fonte di sostentamento importante per queste comunità.

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