L’arte rupestre preistorica nel Sahara

I rilievi dell’Acacus sono famosi per l’enorme concentrazione di pitture e di incisioni rupestri che ne fanno una delle più belle e ricche gallerie d’arte preistorica esistenti al mondo.
L’arte rupestre preistorica nel Sahara

Gli esemplari della grande fauna selvatica, ora spariti in questa parte d’Africa per il profondo mutare delle condizioni climatiche, ci raccontano di tempi lontani quando nel Sahara c’era una vegetazione lussureggiante.

Circa 10 mila anni fa alcuni gruppi di cacciatori frequentavano i massicci dell’Acacus a scopo di caccia.

Furono gli autori dei primi graffiti, raffiguranti gli esemplari della fauna.

Le condizioni climatiche erano così diverse da consentire la vita ai grandi erbivori e a una popolazione che viveva di caccia, di pesca, di allevamento e di una primitiva agricoltura. 

Le pitture e le incisioni, attestano un movimento culturale di stupefacente ricchezza espressiva, un’arte narrativa che pone il bestiame, ritratto con notevole accuratezza, al centro dell’universo.

Anche le attività umane, come i caratteri somatici, le acconciature e gli abiti sono illustrati con ampi dettagli, indice di una tecnica notevole e consolidata.

Fa riflettere che in questi luoghi, l’uomo nella sua lunghissima storia evolutiva, riuscì a passare dalla preistoria alla storia.

Dopo 10 mila anni, a causa del forte cambiamento climatico, le condizioni di aridità divennero simili a quelle odierne.

La grande epopea culturale e artistica dell’uomo nel Sahara termina.

Alcuni uomini rimarranno in questi luoghi, saranno i predecessori degli attuali Tuareg.

video Deserto dell' Acacus

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