La casa di Anna Frank

Il 3 settembre 1944 Anna Frank e gli altri clandestini vennero caricati sull'ultimo treno merci in partenza per Auschwitz, dove giunsero tre giorni dopo.
La casa di Anna Frank

Prima che l'avvento del nazionalsocialismo irrompesse e distruggesse la sua vita, Anna viveva tranquillamente con la sua famiglia e con i suoi amici a Francoforte.

Dopo l'ascesa al potere di Hitler, cominciarono a esserci delle dimostrazioni antisemite,  e nel 1934 la famiglia di Anna si trasferì ad  Amsterdam.

Nel 1942, Anna ricevette per il suo tredicesimo compleanno un quadernino a quadretti bianco e rosso, sul quale incomincerà a scrivere, in olandese, il Diario.

Il 6 luglio del 1942 cominciò per l'intera famiglia una vita in clandestinità, dato che una fuga dai Paesi Bassi appariva assolutamente impraticabile.

Otto Frank, il padre di Anna,  allestì un nascondiglio nella casa retrostante  l'edificio in cui aveva sede una ditta di sua proprietà.

I circa 50 mq² di locali realizzati erano collegati agli uffici da una porta nascosta da una libreria girevole.

La famiglia di Anna ci visse, restando nascosta,  per più di due anni.

Durante questo periodo non potevano uscire né fare nulla che potesse attirare l'attenzione, come poteva essere anche un piccolo rumore.

Durante il periodo di clandestinità, Anna Frank lesse molti libri, migliorò il suo stile e divenne  una scrittrice consapevole.

Il mattino del 4 agosto 1944, attorno alle 10.00, la Gestapo fece irruzione nell'alloggio segreto, in seguito a una segnalazione da parte di una persona che non è mai stata identificata.

Anna passò un mese ad Auschwitz  e venne poi spedita a Bergen-Belsen, dove morì di tifo esantematico.

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