La Comuna 13, simbolo del riscatto di Medellín.

Questa favela ci può raccontare tante storie di lacrime e sangue, ma anche una bella storia di colori e sorrisi.
La Comuna 13, simbolo del riscatto di Medellín.

La Comuna 13, come tante altre zone di Medellin, era in mano alle gang criminali: gruppi di delinquenti che delimitavano il loro perimetro di influenza con confini invisibili e armati.

C’erano gli spari e la droga e c’erano i dossi, che facendo rallentare le auto, permettevano ai boss della zona di controllare le persone che transitavano nel loro “regno”.

I confini invisibili, ovviamente nessuno li ha mai visti, ma tutti ne vedevano gli effetti: si sapeva, per esempio, che c’era in gioco la vita entrando in una zona che non ti apparteneva.

Nella comuna c’era anche Pablo Escobar, il narcotrafficante più spietato al mondo, che arruolava sicari e controllava il traffico di droga.

Il cartello di Medellín piegò l’intera città e la Colombia tutta, in una scia di sangue, terrore e caos che non terminò nemmeno con la morte di Escobar avvenuta nel 1993.

Infatti i cartelli della droga, insieme ai guerriglieri rivoluzionari di sinistra, i paramilitari di destra e le numerosissime gang presenti in città, non smisero di compromettere la vita degli abitanti di Medellín per ancora numerosi anni.

Nel 2002, con l’Operazione Orione, lo stato prende il fucile in mano e spara anche agli innocenti in una violentissima guerra urbana.

Mille uomini circondano la favela in una morsa che non permetteva a nessuno di uscire o di entrare.

Per due giorni, il 16 e il 17 ottobre, la vita di chi abitava nella comuna era nelle mani di uomini incappucciati che, seguiti dalle forze dello stato, indicavano dove si trovassero le persone da uccidere.

Elicotteri, forze speciali e gruppi paramilitari misero a ferro e fuoco gli abitanti della favela che, esausti, uscirono nelle strade sventolando fazzoletti bianchi e ponendo fine così ad un inferno che si lasciò alle spalle morti e “dispersi”.

Con l’arrivo della cabinovia i confini invisibili hanno cambiato nome e sono diventati inesistenti.

 La gente si muoveva liberamente, si spostava al di sopra della violenza e del controllo, le periferie si sono quindi avvicinate al centro.

In seguito nella comuna è arrivata anche la scala mobile, che non era solo una scala, ma una porta: una porta che ha fatto entrare progresso, orgoglio e turisti.

Oggi La Comuna 13 è animata da turisti e curiosi, che passeggiano meravigliati dai numerosissimi murales e graffiti che decorano le mura di case, strade e piazze.

L’atmosfera è vibrante e tesa perché tutti sanno di camminare in luoghi dove fino a meno di venti anni fa potevi essere ucciso per una nullità.

I numerosi i murales, nella comuna, ricordano cose difficili da dimenticare.

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