I Mursi

I Mursi sono un’etnia di guerrieri selvaggi e pericolosi, le loro donne sono conosciute come “Le donne dal labbro col piatto”.
I Mursi

Per i Mursi il combattimento e la lotta costituiscono la forma più alta di prestigio e di rispetto.

Fino a poco tempo per visitare questi villaggi era obbligatoria la scorta armata.  

La visita è prudente farla la mattina. Molti uomini di questa etnia possiedono un Kalashnikov e, purtroppo, appena si svegliano iniziano a bere una birra “artigianale” derivata dalla fermentazione del sorgo.

 L’alcool li rende aggressivi e litigiosi e, considerando che sono armati, non c’è proprio da scherzare.

Le donne dei Mursi sono famose per l’utilizzo del piatto labiale, che spesso inseriscono anche nel lobo delle orecchie.

Questi dischi di argilla sono decorati con disegni geometrici e colorati con sostanze naturali.

Le giovani ragazze praticano un’incisione nel labbro inferiore e, inserendo prima dei piccoli cilindri in legno, poi altri sempre più grandi, arrivano alla fine ad indossare un piatto in terracotta che può superare i dieci centimetri.

Le donne li inseriscono solo quando sono in presenza degli uomini o per particolari ricorrenze.

Di solito lasciano pendere tranquillamente il labbro inciso, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Inoltre, per facilitare l’introduzione del piatto si effettua l’asportazione degli incisivi.

L’uso del piattello per alcuni antropologi è nata nel periodo della tratta degli schiavi.  Le donne, agli occhi dei mercanti, apparivano deformi e di conseguenza venivano scartate.

Un’altra teoria sembra considerare che il piatto labiale sia un simbolo di identità tribale, una sorta di “iniziazione” della donna Mursi che dalla pubertà passa alla fertilità ed alla maturità.

Oggi indossare il piatto è sinonimo di bellezza, più è grande, più la donna è affascinante e corteggiata.

Alcune donne di questa etnia amano anche adornarsi il capo ed il viso con acconciature stravaganti: zanne di animali, gusci di lumache, zucche, piume, bacche colorate, conchiglie, monili di metallo intrecciati con pelli di animali ecc.

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